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Ma veramente?

Non è cosi dai... altrimenti la vita sarebbe veramente un triste conto della serva.

“Poichè non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile.

Però tutto accade un certo numero di volte, un numero minimo di volte, un certo numero di volte.

Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così parte di noi che non potremmo nemmeno concepire la nostra vita senza?

Forse altre quattro o cinque volte. Forse nemmeno.

Quante altre volte guarderete levarsi la luna, forse 20, eppure tutto sembra senza limite.”

Dal “Te nel Deserto” per la regia di Bernardo Bertolucci un monologo suggestivo e intenso con al centro la finitezza del nostro mondo.

Una provocazione sul numero finito delle esperienza della nostra vita a fronte dell’ unicità dell’esperienza stessa che è senza limite, uno dei punti nodali della nostra esistenza.

Il numero delle volte di fronte al significato della singola esperienza.

Alcuni anni fa ho passato un estate a Cipro, una vacanza ricca di molte, intense esperienze. Cipro è un isola particolarmente ricca di monasteri di diverse religioni , femminili, maschili, clausura, in montagna, sul mare… c’è un po di tutto.

Con mia moglie abbiamo iniziato a a visitarli uno per uno ma ad un certo punto ho compreso che continuare le visite non avrebbe avuto senso.

In un assolato chiostro di montagna ho respirato un’aria così densa di energia e così piena di tutti secoli passati e di quelli addivenire che ho avuto la netta percezione di avere ricevuto in dono l’essenza di quello che cercavo.

Andare oltre non è né possibile né auspicabile

Questo monologo è una provocazione. Il rammarico che proviamo per il numero necessariamente finito delle nostre esperienza si confronta miseramente con la comprensione profonda di un unica esperienza in cui possiamo trovare il tutto.

Ecco perché non ha alcuna importanza quante volte nella vita possiamo vedere la luna levarsi, perchè è proprio quella luna, che abbiamo il privilegio di ammirare in quel momento che è speciale.
E allora che senso ha pensarla in termini numerici?

E Bertolucci, che ha scelto il buddismo per i suoi film, lo sa benissimo.

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Assolutamente, procediamo.